Corso “Adolescenza: istruzioni per l’uso”

👉 Iscrizioni aperte fino al 15 dicembre per il corso ADOLESCENZA: ISTRUZIONI PER L’USO.

Spesso è complesso comunicare con i ragazzi durante la delicata fase dell’adolescenza. Occorre modificare l’atteggiamento finora tenuto ed iniziare ad instaurare un nuovo rapporto. Il corso si propone di fornire gli strumenti necessari per porsi “alla giusta distanza”, illustrare come accendere la motivazione e aiutare l’adolescente a diventare e realizzare se stesso.
Gli incontri sono rivolti a genitori, docenti e altri educatori.

 ISCRIZIONE ONLINE al link https://bit.ly/adolescenzaistruzioni.

Per informazioni e aiuto nell’iscrizione contattare gli organizzatori:

dr.ssa Teresa Zucchi 3486048552 zucchiteresa@gmail.com
FB Dr. Teresa Zucchi – Medico Psichiatra e Psicoterapeuta

Giulio Mazzetti giuliomazzetti.coach@gmail.com
FB Giulio Mazzetti Teen & Life Coach

Coaching ed educazione

Il Coaching affonda le sue radici più remote nell’arte maieutica cioè nel metodo dialogico del filosofo Socrate che si proponeva di “trarre fuori” dall’allievo a modo di levatrice, attraverso una progressiva crescita in consapevolezza, la verità che si trovava dentro di lui.
Si avverte un’evidente consonanza con l’educazione quando si osserva che la parola educare deriva dal latino ex-ducere che significa far venire fuori, fare uscire. Educare qualcuno vuol dire dunque far venire fuori ciò che è già dentro di lui; in altri termini, vuol dire aiutare la persona a esprimere se stessa, a divenire quella che è in nuce, a comportarsi in modo conforme alla propria personalità.photo-1447708900092-b2772972e50e
L’educazione risulta perciò un ambito privilegiato in cui utilizzare gli strumenti del Coaching in integrazione a processi tradizionale di formazione che prevedono, in allineamento con l’etimologia stessa del termine (dare una forma, modellare), un complesso trasferimento di contenuti e di metodi per far acquisire al ragazzo determinate competenze, abiti comportamentali, tensioni spirituali…
L’educazione deve dunque realizzarsi in un’equilibrata combinazione tra formazione e sviluppo maieutico della persona, tenendo comunque conto che il secondo consolida la prima: ben difficilmente infatti potremo avere un’effettiva valida formazione senza una reale partecipazione, un’adesione interiore del ragazzo al progetto formativo che lo riguarda e quindi senza che venga privilegiato lo sviluppo delle sue potenzialità caratterizzanti. Così facendo, verrà dunque favorita la realizzazione personale con conseguente predisposizione ad uno stato di benessere.
L’educazione pertanto non è solo istruzione, come talvolta in maniera riduttiva viene considerata, è un’azione rivolta alla persona il cui elevato obiettivo è lo sviluppo di uomini e donne compiuti, integri.

photo-1463227438464-68cf21a01f55L’obiettivo finale del processo educativo sarà allora quello di aiutare il ragazzo a scoprire la propria vocazione, a realizzare la propria missione, quella che darà un senso alla sua vita, a diventare “l’albero di quercia già iscritto nella piccola ghianda” facendo propria «l’idea, cioè, che ciascuna persona sia portatrice di un’unicità che chiede di essere vissuta e che è già presente prima di poter essere vissuta» (J. Hillman, Il codice dell’anima).
Come genitori ed educatori siamo generalmente disposti ad ammettere che ciascun figlio, ciascun ragazzo sia una persona unica e irripetibile, ma poi spesso nell’elaborazione del percorso educativo non riusciamo a tenerne conto e rinchiudiamo facilmente ogni ragazzo all’interno di categorie precostituite, applicando schemi educativi generali, non personalizzati.

Fin da questo il Coaching ci può venire in aiuto permettendoci, indossando gli “occhiali del Coach”, di guardare i ragazzi in maniera diversa, spostando il focus dalle loro mancanze, dai loro difetti, da quanto in loro disattende le nostre aspettative, o si discosta da un modello predefinito di riferimento, al loro potenziale cioè a quell’insieme di competenze, valori, attitudini e caratteristiche che già possiedono e che attendono solo di essere allenate, vissute. I genitori e gli educatori devono pertanto avvertire questa responsabilità di accompagnare i ragazzi a conoscere ed esprimere quello che sono. Per questo sarà necessario porsi in una posizione di ascolto e stimolare opportunamente le loro risposte personali alle varie situazioni della vita, aiutandoli a sviluppare e a esercitare le proprie potenzialità.

Frequentemente i genitori si dedicano con grande impegno e profusione di tempo e attenzione ai figli nell’infanzia, mentre dalla preadolescenza in poi l’attenzione cala concentrandosi principalmente sulla salute, sulle prestazioni scolastiche, sulla pratica sportiva. Invece l’educazione dei figli preadolescenti e adolescenti richiede che i genitori investano molto più tempo nello stare con loro, soprattutto il padre con i figli maschi sui quali ha maggiore influenza, e le madri con le figlie, perché i figli hanno necessità di identificarsi/separarsi dalla figura genitoriale di riferimento. Ciò che deve essere modificato è la modalità di mettersi in relazione con loro, abbandonando le lunghe spiegazioni a favore dell’utilizzo di domande che facciano riflettere il figlio, che lo pongano in condizione di elaborare una propria visione di sé, del contesto e delle relazioni in cui è immerso.