Incontro per genitori: Educare all’affettività

Un incontro per genitori di figli preadolescenti e adolescenti, su un tema quanto mai importante in ambito educativo.
Insieme alla dr.ssa Teresa Zucchi, medico psichiatra e psicoterapeuta, affronteremo le principali tematiche inerenti l’argomento: sessualità e dimensioni della persona umana, clima socio-culturale contemporaneo, linee guida per l’educazione all’affettività.

QUANDO
Sabato 15 dicembre 2018 ore 16.00-17.30

DOVE
A Firenze, presso l’Accademia dei Ponti in via Trieste 25

É finita la scuola… e adesso?

[Tempo di lettura: 2,8 minuti]

La scuola è finita per quasi tutti i nostri ragazzi, anche per gli esaminandi di III media e V superiore le prove giungeranno presto al termine. Noi genitori di figli preadolescenti e adolescenti siamo quindi alle prese con il consueto dubbio relativo a cosa sia meglio fare per loro nel periodo estivo.

Le vacanze rappresentano sicuramente un periodo di riposo che serve a prendersi cura di sé, a rigenerarsi dai lunghi e impegnativi mesi di scuola ma può rappresentare anche l’occasione per mettersi in gioco sotto altri aspetti, per acquisire maggiore consapevolezza delle proprie capacità e potenzialità, e rafforzare la propria autoefficacia e autostima.

Come genitori è fondamentale che prestiamo cura che i nostri ragazzi, pur nel dovuto relax, mantengano o rafforzino dei corretti stili di vita, che conducano attività all’aria aperta privilegiando il movimento e che si alimentino in maniera sana e regolare.

Dobbiamo però evitare di voler pianificare tutte le attività quotidiane dei nostri figli. La loro vita è già fin troppo scandita da orari predefiniti dovuti alla scuola, alle attività sportive e ad altre attività extra-scolastiche cui li iscriviamo pensando di agire per il loro bene. É invece necessario che i nostri ragazzi crescano in autonomia e responsabilità e questo richiede loro un allenamento a sapersi organizzare le giornate senza che lo facciamo noi per loro. Il nostro aiuto, se richiesto, può essere importante per aiutarli a crescere sotto questo aspetto se invece di fornire loro soluzioni già pronte e confezionate li aiutiamo, con opportune domande, a fare chiarezza su cosa piacerebbe loro fare in base alle proprie attitudini, quali esperienze vivere…

Anche la progettazione della vacanza estiva fuori dal proprio ambiente quotidiano richiede un impegno di studio da parte di noi genitori per evitare che i ragazzi più grandi si adagino su una piatta sequenza di “dormire fino a tardi / spiaggia / aperitivo / cena / tirar mattina nei locali”.

Forse i nostri adolescenti si meritano qualcosa di più e di meglio di questa routine banale e controproducente. Altrimenti non lamentiamoci che abbiano poi per miti viveur alla Gianluca Vacchi e Dan Bilzerian, calciatori milionari oppure youtubber “buoni a nulla ma capaci di tutto”.

Ma i miei figli vogliono questo” qualcuno potrebbe obiettare, ma non è del tutto vero perché sono i nostri ragazzi  a voler essere stimolati.

Un’interessante ricerca del 2017 promossa dall’agenzia Espresso Communication per FourStars (società accreditata dal ministero del Lavoro e specializzata nei tirocini formativi), e condotta su un campione di circa 1.400 giovani (18-29 anni), ha rivelato che ben “il 72% dei giovani ammette che sarebbe disposto a rinunciare alle vacanze da ‘viveur’, per dedicarsi invece ad esperienze formative in giro per il mondo.”

Certo a questo si arriva se alleniamo i nostri ragazzi a partire dalla preadolescenza a delle vacanze non impostate solamente sul “dolce far niente”.

Un tale cambiamento richiede però che per primi siamo noi genitori a voler cambiare atteggiamento, a uscire dalla nostra comfort zone impostando delle vacanze estive di famiglia imperniate su attività esperienziali che possono giungere da escursioni, visite in città d’arte, viaggi in altri paesi, possibilmente aggregandosi a famiglie amiche con figli e figlie di età analoghe ai nostri.

Altre proposte formative da offrire ai nostri ragazzi, tenendo conto evidentemente delle diverse fasce di età, possono riguardare i campi estivi magari in località in mezzo alla natura, le attività di volontariato con coetanei anche in altri paesi, le vacanze-studio all’estero purché seriamente organizzate.

Dobbiamo renderci conto che delle vacanze estive proficue per lo sviluppo fisico, psicologico ed emotivo dei nostri bambini e ragazzi non possono essere improvvisate ma richiedono una volta di più che dedichiamo del tempo di qualità a quella che è la nostra occupazione più importante: l’educazione dei figli.

 

Scuola – compiti – figli TIPS #4

[Tempo di lettura: 4,4 min]

In un precedente articolo ho affrontato il tema della motivazione allo studio dei nostri figli (TIP #3) individuando tre linee di azione che come genitori dovremmo mettere in atto per permettere lo svilupparsi delle condizioni di base, una sorta di “brodo primordiale” in cui può nascere nei ragazzi una motivazione di tipo intrinseco:

✔ monitorare e sviluppare la nostra personale motivazione intrinseca al lavoro;

✔ allenare il senso di autoefficacia di nostro figlio;

✔ adottare uno stile educativo incoraggiante benché esigente e risoluto.

Con il tempo ciò può portare nostro figlio ad una maggiore motivazione personale allo studio come risposta a proprie esigenze di tensione al miglioramento delle competenze, di soddisfazione, di sfida con se stesso, di ricerca di senso.

✅ Perché nostro figlio passi da un atteggiamento di pensiero positivo, ottimista (che sappiamo favorire l’impegno rispetto a un atteggiamento pessimista), ad AGIRE POSITIVAMENTE, unico atteggiamento realmente efficace per il conseguimento di propri obiettivi, è fondamentale però che il ragazzo abbia a disposizione l’energia necessaria per attivarsi concretamente nell’impegno scolastico per il quale è adesso maggiormente motivato, e questa energia assume le forme della determinazione e della tenacia.

💪 Innanzitutto chiariamo i significati di questi termini: siamo determinati quando possediamo una volontà ferma, quando siamo cioè risoluti e fermi nelle nostre scelte. La tenacia ha a che vedere con la fermezza e la perseveranza nell’azione, è quasi una determinazione in atto. Determinazione e tenacia sono aspetti che fanno parte del concetto più ampio di resilienza.

“Resilienza psicologica: Capacità di persistere nel perseguire obiettivi sfidanti, fronteggiando in maniera efficace le difficoltà e gli altri eventi negativi che si incontreranno sul cammino” (Pietro Trabucchi)

Come si acquisiscono?

▶ Determinazione e tenacia dipendono in gran parte dalla capacità acquisita di autoregolazione e dall’allenamento allo sforzo, alla fatica.

1) Autoregolazione

✋ L’autoregolazione ha sostanzialmente a che fare con il controllo degli impulsi: un ragazzo, ma noi adulti non ne siamo immuni, se vuole raggiungere un risultato attraverso la propria attività, deve prima o poi vincere le tensioni o i desideri che lo conducono in direzione opposta promettendogli una gratificazione nell’immediato (ad esempio, indugiare a giocare alla Playstation dopo mangiato anziché mettersi alla scrivania a fare i compiti).

L’autocontrollo lo possiamo favorire se, fin da bambino, sviluppiamo in nostro figlio la capacità di accettare i disagi e le sofferenze. Non possiamo far pensare ai bambini che tutto sia facile e divertente, compresa la scuola, non dobbiamo creare in loro l’illusione che la vita sia un parco giochi perché facciamo loro del male e quando si scontreranno con la realtà, e si scontreranno prima o poi indipendentemente dai nostri sforzi, l’impatto rischia di essere devastante.

Accettare i disagi significa anche far vivere ai figli la noia e la monotonia di svolgere i compiti più faticosi. D’altra parte qualsiasi attività, sia essa di studio o lavorativa, prevede alcuni momenti creativi ma insieme ad altri compiti routinari, talvolta noiosi. Senza contare che la noia può sviluppare un atteggiamento creativo nei nostri figli se non la anestetizziamo proponendo o consentendo loro un accesso non regolato a videogiochi e serie TV.

📌 Un approccio corretto per abituare ad accettare i disagi può essere quelle di insegnare ai figli ad anticipare gli ostacoli e le difficoltà che incontreranno nello svolgimento dei compiti (gli immancabili messaggi whatsapp sul telefono, l’amico che chiama per invitarlo a uscire, l’imperdibile replica di X-Factor alla televisione…) al fine di ipotizzare possibili soluzioni per gestirle prima ancora che accadano o che sorga il desiderio.

2) Allenamento alla fatica

I ragazzi che raggiungono elevati risultati scolastici non sono necessariamente i più intelligenti, quelli dotati di capacità superiori alla media, bensì quelli che sono esigenti con se stessi, che prestano attenzione e svolgono senza tentennamenti i compiti assegnati, che hanno metodo nello studio… in definitiva quelli che studiano coscienziosamente, che si impegnano in maniera efficace e, allo stesso tempo, efficiente.

Semplificando con un’immagine, possiamo dire che i successi scolastici dipendono dalle abilità (competenze) e dall’impegno; se manca uno dei due fattori il risultato è zero.

Le abilità si sono sviluppate a partire dalle potenzialità innate e dalla quantità di esercizio svolto per allenarle.

Da ciò consegue che il successo nello studio dipende in larghissima parte dall’impegno profuso e quindi dalla capacità di sopportare lo stress psicofisico, la fatica conseguenti allo sforzo compiuto.

Come possiamo fare perché i nostri figli sviluppino questa capacità di sopportazione?

Innanzitutto cos’è la fatica? Il dizionario la definisce come lo “Sforzo intenso e prolungato che porta all’indebolimento progressivo delle facoltà di resistenza fisiche o spirituali“.

La fatica cioè induce un deterioramento della resistenza fisica e mentale fino al punto di desiderare l’interruzione dell’attività che l’ha generata. Nello studio, ancor più che in altre attività, il limite mentale sopraggiunge ben prima del limite fisico, in altre parole un ragazzo smette facilmente di studiare perché “non ne ha più voglia” piuttosto che perché non ce la fa più fisicamente.

📌 Ecco perché è fondamentale l’approccio mentale che i nostri figli devono maturare nei confronti della fatica per poter sopportare i carichi di studio. Sin da bambini bisogna pertanto abituarli ad uscire dalla propria “zona di comfort” per farli confrontare con la sensazione di fatica, stabilendo dei compiti in casa adeguati all’età e che siano effettivamente utili, che ne percepiscano cioè l’utilità per il funzionamento della comunità familiare. Allo stesso tempo abituarli a stabilire dei tempi fissi di studio va in questa direzione togliendo spazio vitale allo “spontaneismo” e privilegiando l’assunzione di una metodologia ordinata.

Il concetto è che se abbassiamo costantemente l’asticella di ciò che chiediamo ai nostri figli, crediamo di fare loro un favore ma rischiamo di “allenare” studenti poco coscienziosi e futuri professionisti superficiali e incapaci di lavorare bene.

 


📌 Per un approfondimento di questi temi sono aperte le iscrizioni al corso “Scuola-compiti-figli. Corso di sopravvivenza per genitori” che terrò Giovedì 16 novembre e giovedì 23 novembre, ore 21-22.30, a Prato presso lo Studio Zucchi.

Per info, costi e iscrizione ➡ http://wp.me/p7BgQC-92

Attenzione: il corso è a numero chiuso. ULTIMI POSTI DISPONIBILI

A novembre: “Scuola-compiti-figli. Corso di sopravvivenza per genitori”

😟 È ricominciata la scuola e hai già l’assillo dell’andamento scolastico di tuo figlio?
Temi di dover passare serate e fine settimana a fare i compiti di scuola?

▶ Allora “Scuola-compiti-figli. Corso di sopravvivenza per genitori” fa al caso tuo.

L’andamento scolastico è la prima causa di conflitto fra i genitori e i figli preadolescenti e adolescenti.
I genitori fanno bene a preoccuparsi dei brutti voti dei figli. Il successo o l’insuccesso a scuola ha delle ricadute importanti sul modo in cui un ragazzo  crea la propria identità, sul suo senso di autoefficacia, sull’elaborazione dei progetti futuri che riguardano la sua vita.

“L’istruzione non sparge semi dentro di noi, ma fa sì che i nostri semi germoglino.”
(Kahlil Gibran)

D’altra parte per i genitori la scuola può stimolare delle fantasie relative a se stessi, alla propria esperienza scolastica, alle proprie emozioni e desideri. É dunque altresì indispensabile evitare l’iperinvestimento sul successo scolastico del figlio per esigenze di rivalsa dei genitori. Il valore di un figlio non può mai essere racchiuso in un voto.

📌 Il corso fornirà ai genitori alcuni spunti di riflessione per aumentare l’efficacia nel sostegno dell’attività scolastica dei propri figli partendo da due idee ben definite che cioè
• qualunque miglioramento dell’andamento scolastico dipende fondamentalmente da un rinnovato significato dell’istituzione scolastica e dalla distinzione dei ruoli fra insegnanti e genitori;
• il rendimento scolastico dipende da questioni, semplici da comprendere ma non facili da implementare, inerenti il metodo di studio.

🎯 Il corso si compone di due parti distinte e complementari:
• nella prima ci occuperemo del rapporto genitori-scuola con l’obiettivo di fornire delle linee guida per impostare correttamente il rapporto con gli insegnanti e la relazione con i propri figli;
• nella seconda invece affronteremo il tema dei compiti a casa dei figli individuando alcune “istruzioni per l’uso” che possono essere utili per guidarli in questa fondamentale attività e saranno forniti alcuni spunti utili per “accendere” la motivazione intrinseca dei ragazzi.

Attenzione: il corso è a numero chiuso.

Calendario:
Giovedì 16 novembre, dalle 21 alle 22.30
Giovedì 23 novembre, dalle 21 alle 22.30

c/o Studio Zucchi, via Catani 28/c, Prato (sopra la Conad)

Costo 30 € (IVA compresa) da versare all’inizio del primo incontro.

Per iscriversi compilare il modulo online sottostante oppure scrivimi a giuliomazzetti.coach@gmail.com

Per qualsiasi chiarimento chiamami al 338 7863727

MODULO DI ISCRIZIONE