La scuola è finita. 5 punti per aiutare i ragazzi a trascorrere il tempo libero senza stare sempre connessi al cellulare.

Troppe vacanze che durano troppo a lungo, troppi film, troppa televisione, troppi videogame, troppo tempo libero indisciplinato a poco a poco rovinano una vita. L’unico risultato garantito è che le capacità dell’individuo restano inattive, i talenti non si sviluppano, la mente e lo spirito diventano letargici e il cuore è insoddisfatto.

(Stephen Covey)

Questa citazione mi ha sempre colpito, perlomeno da quando come genitore mi sono imbattuto nel problema comune a molti di dover affrontare e gestire l’inizio delle vacanze estive dei figli.

La fine della scuola e l’inizio delle vacanze possono infatti suscitare in famiglia dei sentimenti contrastanti: all’entusiasmo dei ragazzi si contrappone talvolta la preoccupazione dei genitori per come trascorreranno il loro tempo libero accresciuto a dismisura.

Se riconosciamo giustamente loro il diritto e la necessità di riposare e ritemprarsi dalle fatiche dei mesi di scuola, temiamo però che il periodo estivo si tramuti in un tempo di dissipazione delle buone abitudini di ordine e laboriosità acquisite, più o meno a forza, durante l’anno scolastico. La mancanza di impegni definiti consente infatti loro di ritardare la sveglia al mattino e posticipare notevolmente il necessario riposo notturno.

Ancora di più però ci preoccupa vedere i nostri ragazzi sempre curvi su smartphone e tablet per rimanere in contatto con gli amici attraverso Whatsapp o i vari social network. Non è raro inoltre che trascorrano ore sul divano a seguire serie televisive o impegnati in interminabili videogiochi.

Tutto questo avviene mentre per noi genitori non è cambiato alcunché nei nostri ritmi e impegni ordinari e ciò comporta che facilmente si vengano a creare momenti di tensione, caratterizzati da discussioni e minacce di punizioni.

Ecco, direte voi, il solito genitore antiquato che non vede di buon occhio la libertà estiva concessa ai ragazzi, che non ama, perché non se ne ricorda più, quella sensazione di ebbrezza che riempie al suono dell’ultima campanella dell’ultimo giorno di scuola.

In realtà ciò che mi guida è l’attenzione per questi nostri ragazzi perché ritengo che meritino di più e meglio di quanto offerto loro da uno stile di vita improntato alla sregolatezza, volto a lasciare trascorrere il tempo, e perché considero la libertà non come il semplice affrancamento dai vincoli della scuola e dello studio ma come la possibilità di compiere scelte significative per porsi obiettivi di valore.

Cosa possiamo dunque fare come genitori perché i nostri ragazzi possano limitare la loro dipendenza dagli strumenti digitali nel periodo delle vacanze estive?

Può aiutare attenersi a un programma di comportamento che possiamo ricordarci con l’acronimo ESORTA che sta per Esempio – Orari – Regole – Tempo – Attività.

1. ESEMPIO

Come genitori dobbiamo una volta di più dare il buon esempio. Comprensibilmente la nostra preoccupazione è quella che i ragazzi trascorrano troppo tempo “attaccati” a smartphone e consolle di videogiochi ma non dobbiamo dimenticarci che il problema spesso lo abbiamo anche noi: frequentemente siamo dipendenti dalla televisione o dal cellulare che scrutiamo per rispondere ai messaggi su Whatsapp, alle notifiche su Facebook o per controllare quella mail di lavoro che “proprio non può aspettare”.

Cerchiamo invece di posare all’ingresso di casa lo smartphone o, quantomeno, di istituire in casa delle aree “mobile-free per tutti, ad esempio la stanza da pranzo, in modo da privilegiare l’ascolto reciproco, il dialogo, la condivisione degli avvenimenti quotidiani di tutti i membri della famiglia.

2. ORARI

Importante stabilire, anche attraverso una ragionevole negoziazione basata sull’ascolto delle esigenze e sul dialogo, un calendario giornaliero e settimanale con gli orari di sveglia, pranzo, cena, tempo dedicato allo studio estivo, attività varie, orari di rientro serale per i ragazzi più grandi che escono a cena o più tardi. L’ordine che ne deriva riduce la noia e l’insoddisfazione che spesso sono alla base del ricorso agli strumenti digitali come mezzo per anestetizzare tali sensazioni di disagio.

Stabilire fin dall’inizio le conseguenze delle trasgressioni in modo che se queste avvengono, l’esito non abbia il sapore della punizione ma rappresenti un mero prevedibile effetto di un comportamento non allineato a quanto concordato.

3. REGOLE

Concordare con i ragazzi delle regole chiare riguardo a orari di utilizzo dei videogiochi. Particolarmente funzionale risulta l’automonitoraggio anziché il controllo esercitato da genitori, nonni, baby-sitter o altro.

Per riuscirci ho usato un semplice foglio opportunamente suddiviso in colonne: giorno | ora inizio | ora fine | cosa | chi. Ogni volta che uno dei miei figli accendeva la TV per guardarla o per giocare a un videogioco segnava l’orario di inizio così come segnava quello di fine al termine. Ciascuno di loro era così motivato a controllare da sé il tempo trascorso e responsabilizzato a rimanere nei tempi concordati.

4. TEMPO

Dobbiamo cercare di trascorrere più tempo insieme ai nostri figli investendo allo scopo i fine settimana ed eventuale altro tempo libero, svolgendo con loro delle attività piacevoli. Peraltro passare del tempo con i nostri figli non deve essere fonte di stress, normalmente non è necessario indagare attività particolari perché loro hanno solamente bisogno di stare accanto a  noi.

É necessario anche favorire le loro uscite con il gruppo di pari età soprattutto quando queste consistono nel trascorrere insieme delle giornate all’aperto e non necessariamente delle serate in discoteca o in qualche pub.

5. ATTIVITÀ COINVOLGENTI

É evidente che non è sufficiente dire ai nostri ragazzi “non stare fisso al cellulare” perché essi possano o vogliano obbedirci, è necessario proporre e offrire loro lo svolgimento di attività che li coinvolgano e li mettano alla prova. Fra queste possiamo segnalare, per il beneficio che apportano, in ragione dell’età dei ragazzi, i campi estivi e le attività di volontariato organizzato.

Se per i bambini e i preadolescenti i campi estivi, opportunamente scelti in base al sottostante progetto educativo, rappresentano una soluzione privilegiata, gli adolescenti possono essere invogliati a svolgere delle attività di volontariato. Dall’animazione degli stessi campi estivi per bambini alle varie iniziative delle associazioni no-profit, l’offerta generalmente è ben nutrita e variegata.

Svolgere delle attività di volontariato sotto la supervisione di adulti di riferimento adeguatamente formati e motivati consente ai ragazzi di crescere nella sicurezza di sé e nell’apertura all’altro.

Le attività svolte permettono ai ragazzi di diventare maggiormente consapevoli delle proprie capacità e potenzialità, incrementando il senso di autoefficacia e di autostima.

Assumersi dei compiti al di fuori della cornice familiare comporta inoltre una crescita in autonomia e in responsabilità e, in molti casi, l’acquisizione di valori che facilitano la loro ricerca di senso nella vita.

Come “disconnettere” i ragazzi: conclusioni

Il metodo ESORTA è semplice ma non facile, richiede da parte di noi genitori una forte motivazione, perseveranza, creatività e un atteggiamento di fondo di accoglienza dei nostri figli, per come sono realmente e non per come vorremmo che fossero. Se però riusciamo ad applicarlo può dare buoni risultati nella gran parte dei casi.

Lasciami un commento se questo metodo è parso utile anche a te oppure segnalami i punti che non ho considerato e che consideri fondamentali perché i ragazzi non stiano fissi al cellulare durante le vacanze estive.