Uscito il libro “Teen Coaching. Un metodo per il Coaching con gli adolescenti”

Quando arriva la copia numero 1 del proprio libro da Prospettiva Editrice realizzi che è tutto vero. Mesi passati a scrivere, a correggere e cesellare trovano poi compimento in copie fresche di stampa di un qualcosa che non ti appartiene più, come un messaggio in una bottiglia adesso è pronto a intraprendere il suo percorso là fuori.

👉 Direttamente da Prospettiva Editrice
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Abbiamo scoperto i Mental Coach

Le Olimpiadi, con le grandi imprese di Gianmarco Tamberi nel salto in alto e Marcell Jacobs nei 100 metri, e poco prima il tennis con la splendida ascesa di Matteo Berrettini a Wimbledon, hanno prepotentemente imposto all’attenzione dei media e di tutti gli appassionati il ruolo e l’importanza della preparazione mentale degli atleti curata nello specifico dai rispettivi Mental Coach.

Se la preparazione atletica, tecnica e tattica nello sport è normalmente affidata a specifici allenatori, il potenziamento dell’approccio mentale è da qualche decennio ormai l’ambito di lavoro caratteristico del Mental Coach.

L’avversario che ciascuno ha nella sua testa è più forte di quello che sta dal lato opposto della rete.
– Tim Gallwey

Quello che è meno conosciuto è il fatto che il Coaching, inteso come metodo di sviluppo del potenziale umano di una persona, ormai da tempo si applica anche ad ALTRI AMBITI DI VITA slegati dalla performance sportiva.

Non solo gli sportivi possono collaborare con un Coach, chiunque può essere allenato e accompagnato nel suo percorso di sviluppo.

Il servizio di Coaching è finalizzato al potenziamento delle competenze utili a migliorare il benessere e i risultati che la persona che ne usufruisce intende perseguire nella vita professionale e personale
– dalla norma UNI 11601:2015

In tutte le situazioni dove ci sono

  • degli obiettivi da definire e raggiungere,
  • delle risorse personali da individuare e sviluppare,
  • delle azioni da pianificare,

l’accompagnamento “a bordo campo” di un Coach può infatti agevolare l’evoluzione di una persona.

“Non ho un obiettivo…, non so più cosa voglio…”
“Non mi sento felice…, non mi sento realizzato/a…, sento di valere di più ma…”
“Ho un sogno/desiderio però…”
“Non so più come relazionarmi con i miei figli”

È importante chiarire che un Coach non dirà cosa fare nelle situazioni specifiche, non ha infatti la funzione del consulente, bensì di un facilitatore del cambiamento.
Tale funzione è svolta mediante strumenti e tecniche che stimolano la riflessione individuale della persona e la sua autonoma decisione degli atteggiamenti da assumere e delle azioni da compiere.

Vuoi saperne di più?
Magari conoscere se e in che maniera il Coaching potrebbe agevolare le tue intenzioni di cambiamento/miglioramento?

Contattami senza impegno per fissare un colloquio conoscitivo.
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Perché il Teen Coaching funziona…

e non tutti lo sanno” potrebbe facilmente essere il sottotitolo più adeguato.

Il Coaching è un servizio di sviluppo della persona non ancora molto conosciuto, ancora meno nell’ambito degli interventi con gli adolescenti (Teen Coaching).
A causa di questa ridotta conoscenza, i genitori, stanchi e disarmati di fronte ad atteggiamenti rinunciatari del figlio o della figlia rispetto agli impegni scolastici ed extrascolastici, pensando ci sia qualcosa da “riparare”, ricorrono spesso ad altre figure professionali – peraltro fondamentali nei loro specifici ambiti di intervento – che però semplicemente nella maggioranza dei casi non sono necessarie.

Nella maggior parte dei casi, nell’adolescente che dà pensiero ai genitori non c’è un disturbo da guarire, un “guasto da riparare”, c’è solo da agevolare la nascita e lo sviluppo della motivazione interiore.

Oppure pensiamo che il 13,5% dei ragazzi dai 18 ai 24 anni che abbandonano lo studio e la formazione (1) abbiano tutti dei disturbi di natura psicologica?
E tutti quei ragazzi che senza lasciare la scuola si trascinano stancamente nel proprio percorso di studi lasciando dietro di sé una scia di debiti formativi e anni ripetuti, senza raggiungere il livello di competenza atteso, che disturbo avrebbero esattamente?

Perché il Teen Coaching funziona?

Il Coaching è un percorso che facilita lo sviluppo delle risorse di una persona, di quel complesso cioè di attitudini, capacità, punti di forza del carattere, valori e competenze, che ciascuno possiede, talvolta senza esserne pienamente consapevole.

“L’adolescenza è la tappa dell’informe che cerca la forma, del caos che cerca l’ordine, della speranza che cerca l’esperienza e dell’impossibile che cerca il possibile.”

Alessandro D’Avenia.

Spesso negli adolescenti c’è un problema di mancanza di significato e di senso dello studio in particolare e della vita in generale, che rende loro difficile porsi obiettivi e impegnarsi fattivamente per raggiungerli.
L’inquietudine indotta dalla mancata realizzazione delle proprie potenzialità viene frequentemente “anestetizzata” facendo ricorso a gratificazioni effimere e di piccolo valore: videogiochi, cellulari, uscite, “sballo”…

Il Coaching con gli adolescenti ha un impatto potente per 4 motivi principali:

    1. I ragazzi hanno già dentro di sé tutte le risorse e potenzialità per avviare la propria realizzazione come persona adulta ma non le conoscono e/o non sanno come utilizzarle. Il Coaching facilita la crescita in consapevolezza di ciò che i ragazzi hanno dentro di sé.
    2. Hanno bisogno – molto più degli adulti – di essere ascoltati con calma e in assenza di giudizio, di essere accolti in uno spazio e in un tempo che facilita la loro espressione. E questo avviene tipicamente all’interno della sessione di Coaching.
    3. In una fase della vita in cui il gruppo dei pari età diventa il loro riferimento primario relegando in sottofondo i genitori da cui sta iniziando un faticoso ma inevitabile distacco, permane negli adolescenti il bisogno di avere relazioni significative con altri adulti di riferimento quali docenti, istruttori sportivi…, e un Coach può essere un adulto di riferimento.
    4. Non vogliono più che si dica loro cosa fare, quando farlo e come farlo, e manifestano con crescente insofferenza, talvolta ribellione, questo loro desiderio. Rimangono piacevomente sorpresi quando il Coach, manifestando autentica ed esplicita fiducia nelle.loro capacità, li stimola a trovare dentro di sé le risposte ai loro interrogativi.

In che senso il Teen Coaching funziona?

Il Teen Coaching ha una buona efficacia sia nei confronti dell’adolescente destinatario diretto dell’intervento del Coach che delle aspettative dei genitori che lo hanno richiesto.

1⃣ Nei confronti dell’ADOLESCENTE perché la maggiore consapevolezza delle proprie capacità e dei propri valori facilitano l’elaborazione di sogni per il futuro e di seguito la definizione di obiettivi concreti in linea con tali sogni. Non solo, il processo di Coaching stimola l’attribuzione di significato alle attività svolte al momento, in primis la scuola,e agevola l’adozione di comportamenti attivi volti al perseguimento dei propri sogni.

2⃣ Riguardo ai GENITORI perché – aldilà di quelle che possono essere le loro aspettative esplicite iniziali riguardo al figlio o alla figlia – il Teen Coaching, facilitando l’adolescente nel percorso di elaborazione e perseguimento di propri sogni e obiettivi, concilia anche le aspettative implicite che spesso sono legate proprio allo sviluppo della capacità dei figli di avere una propria progettualità, e un’adeguata motivazione per tradurla in azioni concrete.

Se vuoi approfondire alcuni punti espressi sopra contattami per un colloquio GRATUITO:

NOTA
(1) Dati Eurostat relativi al fenomento ELET – Early Leavers from Education and Training, disponibili a questo link.

Come impostare bene il prossimo anno scolastico?

Per molti aspetti quello appena chiuso è stato un anno scolastico a metà.
Il rischio, dopo mesi di didattica a distanza più o meno efficace, è che i ragazzi 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗽𝗿𝗼𝗻𝘁𝗶 per ripartire in pieno a settembre.

❗️ Il tempo per pensarci è 𝗢𝗥𝗔: l’allenamento precede sempre la gara, per farsi trovare mentalmente pronti al momento del “via”.

☀️ “𝑀𝑎 𝑜𝑟𝑎 𝑒̀ 𝑡𝑒𝑚𝑝𝑜 𝑑𝑖 𝑣𝑎𝑐𝑎𝑛𝑧𝑒”
Anche, ma non può essere solo vacanza se vogliamo davvero evitare di ritrovarsi in autunno con i primi voti di nuovo in rosso e ricominciare con il consueto estenuante ciclo di arrabbiature, ripetizioni, punizioni inefficaci, ecc.

🆗 L’𝗮𝗹𝗹𝗲𝗻𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗹𝗲 è parte fondamentale di un percorso di 𝗖𝗼𝗮𝗰𝗵𝗶𝗻𝗴 con un adolescente.
La scoperta e valorizzazione delle attitudini, capacità, risorse e punti di forza del carattere permettono all’adolescente di dare un proprio significato al percorso scolastico, ponendosi nuovi obiettivi sfidanti.

👉 Per essere contattato/a e fissare un 𝗶𝗻𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗰𝗼𝗻𝗼𝘀𝗰𝗶𝘁𝗶𝘃𝗼 𝗚𝗥𝗔𝗧𝗨𝗜𝗧𝗢 – in presenza oppure online – compila il seguente modulo:

https://bit.ly/incontro_conoscitivo

Per altre informazioni contattami per email a giuliomazzetti.coach@gmail.com

 

 

Ci vuole un sogno

Per sviluppare la motivazione intrinseca è opportuno iniziare dal sogno infatti “nulla accade se prima non c’è stato un sogno” (C. Sandburg).

Sogno da intendersi come una visione futura desiderabile in cui viene riposta fiducia, non come comunemente si intende, immaginazione di cose irrealizzabili.
Per aiutare un adolescente a elaborare un proprio sogno è necessario aiutarlo a spostarsi dal proprio presente, spesso percepito come immutabile, a un futuro desiderato, e a quel punto allenarlo a confrontare le conseguenze del rimanere fermi rispetto a quelle del proprio attivarsi per realizzare il sogno.
Non sarà però sufficiente la sola convinzione razionale, sarà invece necessario aiutare l’adolescente a percepire i sentimenti positivi connessi alla nuova situazione visualizzata.

Il focus in presenza di un problema con i ragazzi

Di fronte a un problema, con i ragazzi non otterremo facilmente risultati focalizzandosi su ciò che sta andando male allo scopo di farlo andare meglio, così facendo andremo spesso incontro a resistenze e autosabotaggi.
Per ottenere successi profondi, duraturi è necessario passare da un percorso di crescita umana e personale, aiutandoli cioè a identificare le proprie risorse e potenzialità e allenandoli a metterle in gioco.
È allenando e potenziando ciò che c’è di valido che otterremo in loro la capacità di cambiare anche nell’ambito specifico dove stanno avendo difficoltà.

Cosa fa un Teen coach?

[Tempo di lettura: 3,1 min]

❌ Rispondere alla domanda è quanto mai necessario visto che oggi spesso la parola coach viene associata alla figura di una sorta di guru/motivatore che in incontri più o meno affollati, e più o meno costosi, ti carica urlando “Ce la puoi fare! Think positive! Se lo vuoi lo raggiungi!” o formule analoghe.

❗Un coach non è questo, è un professionista che svolge infatti una professione ben distinta, disciplinata dalla Legge n. 4/2013 e normata dall’UNI con il documento UNI 11601:2015 “Coaching – Definizione, classificazione, caratteristiche e requisiti del servizio”.

⚠ I corsi motivazionali così tanto in voga caricano sull’immediato mediante sapienti tecniche emozionali ma elargiscono solo ampie dosi di motivazione esterna che, passato l’effetto, possono talvolta lasciare la persona più sfiduciata e con maggiore disistima di sé di prima: “Se non ce l’ho fatta neanche volendolo, non valgo proprio nulla!

Allora un coach non è un motivatore?
Certo che il coach motiva ma nel senso che ti aiuta a scoprire le TUE motivazioni, quelle allineate al tuo vero essere.

COSA FA UN COACH?

Un coach è un ALLENATORE DEL CAMBIAMENTO PERSONALE, e ciò vale anche nel caso specifico che il cambiamento sia desiderato da un pre-adolescente o adolescente.

❌ La definizione di Life coach come allenatore sgombra subito il campo anche dal secondo equivoco, che un coach sia cioè un terapeuta, che vada cioè a esplorare il passato per una comprensione del problema e la cura di un disturbo psicologico. Questo è compito di un altro professionista: lo psicoterapeuta.

Il coach si focalizza invece su un processo orientato allo sviluppo della persona, al futuro e all’azione. Nel caso del Teen coaching, il ragazzo/a sarà affiancato dal coach per procedere:

✔ nella conoscenza di se stesso, dei propri desideri per il futuro;

✔ nella scoperta e valorizzazione del proprio potenziale, dei propri punti di forza, delle risorse e competenze da mettere in gioco;

✔ nell’elaborazione di obiettivi futuri specifici di miglioramento e di cambiamento;

✔ nella predisposizione e messa in atto di piani per raggiungere tali obiettivi.

In altre parole,
il Teen coach aiuta il ragazzo a fare chiarezza su cosa realmente desidera,
poi lo aiuta a definire un obiettivo
e a trovare le strategie idonee per perseguirlo.

PERCHE’ RICORRERE A UN TEEN COACH?

Il Teen coach offre un punto di vista alternativo al ragazzo, alternativo anche a quello che può ricevere in famiglia, e può “accendere i fari” su alcuni aspetti della sua vita aiutandolo a prendere maggiore consapevolezza di se stesso e del contesto in cui è inserito.

Attraverso il processo di coaching viene allenato nel ragazzo, fin dall’adolescenza, un atteggiamento verso la vita positivo e proattivo che rappresenta una potenzialità di base imprescindibile per autorealizzarsi.

Il Teen coach è un alleato del ragazzo e il rapporto di fiducia si basa su una stretta riservatezza riguardo a ciò che viene esplicitato durante le sessioni di coaching.

❌ Il Teen coach non è la “longa manus” dei genitori, non agisce per conto loro sul figlio o figlia per conseguire i loro obiettivi, non è neanche una “cimice” che a mo’ di spia relaziona i genitori sui desideri più o meno reconditi dei figli.
Normalmente l’invio di un adolescente dal coach avviene a seguito di un colloquio preliminare fra il coach e i genitori. Successivamente però è cruciale la volontà del ragazzo di impegnarsi in un percorso in cui sarà lui a dover “lavorare”, e sodo, per poter definire e raggiungere i propri obiettivi.

Periodicamente sono svolti incontri fra il Teen coach e i genitori con lo scopo di restituire loro un profilo del figlio o della figlia basato sulle sue potenzialità, risorse, abilità… che servirà loro per comprendere maggiormente il proprio figlio/a e capire come si sta muovendo nel contesto di riferimento. Altre indicazioni fornite dal coach saranno solo quelle necessarie perché i genitori possano a loro volta decidere di migliorare/cambiare il proprio atteggiamento educativo.

Talvolta, a seguito di ciò, può essere impostato, a richiesta dei genitori, un percorso parallelo di Parent coaching per aiutare i genitori a scoprire, allenare e potenziare le proprie potenzialità genitoriali in modo da definire in autonomia un proprio obiettivo educativo, familiare… e mettere in atto un piano d’azione per raggiungerlo.

Giovedì 11 maggio: seminario ” Vincere la sfida del cambiamento”

VINCERE LA SFIDA DEL CAMBIAMENTO – Il Coaching come allenamento e risorsa

SEMINARIO DIVULGATIVO a ingresso gratuito

GIOVEDI 11 MAGGIO ore 19.30
ART HOTEL MUSEO (Viale della Repubblica 289, Prato)

PROGRAMMA:

19.00 Registrazione partecipanti
19.30 Apericena di benvenuto
21.00 Apertura lavori
Introduzione a cura di SARA BODIO, Coach, Responsabile Coaching Club Umbria-Toscana, Vice responsabile comunicazione AICP – Associazione Italiana Coach Professionisti

a seguire
IL CAMBIAMENTO SECONDO ME“,  Giacomo Gazzari, Business Coach
ADOLESCENZA E CAMBIAMENTO – Il Coach come alleato“, Giulio Mazzetti, Teen & Life Coach
IL CAMBIAMENTO É UN’IMPRESA – Il Coach come allenatore“, Paolo Lorenzo Salvi, Business Coach
CAMBIAMENTO CHE SIGNIFICA“, Enrico Scaccini, Business Coach

Iscrizione su www.eventbrite.it oppure per email a toscana@associazionecoach.com o giuliomazzetti.coach@gmail.com
Info: 3290522898 (orari ufficio)

 

Coaching ed educazione

Il Coaching affonda le sue radici più remote nell’arte maieutica cioè nel metodo dialogico del filosofo Socrate che si proponeva di “trarre fuori” dall’allievo a modo di levatrice, attraverso una progressiva crescita in consapevolezza, la verità che si trovava dentro di lui.
Si avverte un’evidente consonanza con l’educazione quando si osserva che la parola educare deriva dal latino ex-ducere che significa far venire fuori, fare uscire. Educare qualcuno vuol dire dunque far venire fuori ciò che è già dentro di lui; in altri termini, vuol dire aiutare la persona a esprimere se stessa, a divenire quella che è in nuce, a comportarsi in modo conforme alla propria personalità.photo-1447708900092-b2772972e50e
L’educazione risulta perciò un ambito privilegiato in cui utilizzare gli strumenti del Coaching in integrazione a processi tradizionale di formazione che prevedono, in allineamento con l’etimologia stessa del termine (dare una forma, modellare), un complesso trasferimento di contenuti e di metodi per far acquisire al ragazzo determinate competenze, abiti comportamentali, tensioni spirituali…
L’educazione deve dunque realizzarsi in un’equilibrata combinazione tra formazione e sviluppo maieutico della persona, tenendo comunque conto che il secondo consolida la prima: ben difficilmente infatti potremo avere un’effettiva valida formazione senza una reale partecipazione, un’adesione interiore del ragazzo al progetto formativo che lo riguarda e quindi senza che venga privilegiato lo sviluppo delle sue potenzialità caratterizzanti. Così facendo, verrà dunque favorita la realizzazione personale con conseguente predisposizione ad uno stato di benessere.
L’educazione pertanto non è solo istruzione, come talvolta in maniera riduttiva viene considerata, è un’azione rivolta alla persona il cui elevato obiettivo è lo sviluppo di uomini e donne compiuti, integri.

photo-1463227438464-68cf21a01f55L’obiettivo finale del processo educativo sarà allora quello di aiutare il ragazzo a scoprire la propria vocazione, a realizzare la propria missione, quella che darà un senso alla sua vita, a diventare “l’albero di quercia già iscritto nella piccola ghianda” facendo propria «l’idea, cioè, che ciascuna persona sia portatrice di un’unicità che chiede di essere vissuta e che è già presente prima di poter essere vissuta» (J. Hillman, Il codice dell’anima).
Come genitori ed educatori siamo generalmente disposti ad ammettere che ciascun figlio, ciascun ragazzo sia una persona unica e irripetibile, ma poi spesso nell’elaborazione del percorso educativo non riusciamo a tenerne conto e rinchiudiamo facilmente ogni ragazzo all’interno di categorie precostituite, applicando schemi educativi generali, non personalizzati.

Fin da questo il Coaching ci può venire in aiuto permettendoci, indossando gli “occhiali del Coach”, di guardare i ragazzi in maniera diversa, spostando il focus dalle loro mancanze, dai loro difetti, da quanto in loro disattende le nostre aspettative, o si discosta da un modello predefinito di riferimento, al loro potenziale cioè a quell’insieme di competenze, valori, attitudini e caratteristiche che già possiedono e che attendono solo di essere allenate, vissute. I genitori e gli educatori devono pertanto avvertire questa responsabilità di accompagnare i ragazzi a conoscere ed esprimere quello che sono. Per questo sarà necessario porsi in una posizione di ascolto e stimolare opportunamente le loro risposte personali alle varie situazioni della vita, aiutandoli a sviluppare e a esercitare le proprie potenzialità.

Frequentemente i genitori si dedicano con grande impegno e profusione di tempo e attenzione ai figli nell’infanzia, mentre dalla preadolescenza in poi l’attenzione cala concentrandosi principalmente sulla salute, sulle prestazioni scolastiche, sulla pratica sportiva. Invece l’educazione dei figli preadolescenti e adolescenti richiede che i genitori investano molto più tempo nello stare con loro, soprattutto il padre con i figli maschi sui quali ha maggiore influenza, e le madri con le figlie, perché i figli hanno necessità di identificarsi/separarsi dalla figura genitoriale di riferimento. Ciò che deve essere modificato è la modalità di mettersi in relazione con loro, abbandonando le lunghe spiegazioni a favore dell’utilizzo di domande che facciano riflettere il figlio, che lo pongano in condizione di elaborare una propria visione di sé, del contesto e delle relazioni in cui è immerso.