Seminario sull’affettività

Anche per questo anno scolastico è stata attivata la collaborazione con i Licei FAES di Milano.

Insieme alla Dr. Teresa Zucchi – Medico Psichiatra e Psicoterapeuta svolgeremo il nostro format “#𝗔𝗺𝗼𝗿𝗲. 𝗨𝗻 𝗹𝗶𝗸𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝘀𝗲𝗺𝗽𝗿𝗲” sul tema dell’𝗘𝗗𝗨𝗖𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗔𝗟𝗟’𝗔𝗙𝗙𝗘𝗧𝗧𝗜𝗩𝗜𝗧𝗔’.

Il primo percorso, di tre incontri, si svolgerà nei gioni di venerdì 23, 30 ottobre e 6 novembre, il secondo percorso, anch’esso di tre incontri, nei giorni di venerdì 20, 27 novembre e 4 dicembre.

Una MINI GUIDA per comunicare meglio con gli adolescenti!

👉 Più l’𝗮𝗱𝗼𝗹𝗲𝘀𝗰𝗲𝗻𝘁𝗲 cresce, più 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶𝗰𝗮𝗿𝗲 diventa importante. In quest’ottica è fondamentale curare non solo ciò che si dice ma anche come lo si dice.

💥 Scarica una 𝗠𝗜𝗡𝗜 𝗚𝗨𝗜𝗗𝗔 con alcuni suggerimenti per migliorare la comunicazione con gli adolescenti cliccando sullimmagine della copertina

Perché il Teen Coaching funziona…

e non tutti lo sanno” potrebbe facilmente essere il sottotitolo più adeguato.

Il Coaching è un servizio di sviluppo della persona non ancora molto conosciuto, ancora meno nell’ambito degli interventi con gli adolescenti (Teen Coaching).
A causa di questa ridotta conoscenza, i genitori, stanchi e disarmati di fronte ad atteggiamenti rinunciatari del figlio o della figlia rispetto agli impegni scolastici ed extrascolastici, pensando ci sia qualcosa da “riparare”, ricorrono spesso ad altre figure professionali – peraltro fondamentali nei loro specifici ambiti di intervento – che però semplicemente nella maggioranza dei casi non sono necessarie.

Nella maggior parte dei casi, nell’adolescente che dà pensiero ai genitori non c’è un disturbo da guarire, un “guasto da riparare”, c’è solo da agevolare la nascita e lo sviluppo della motivazione interiore.

Oppure pensiamo che il 13,5% dei ragazzi dai 18 ai 24 anni che abbandonano lo studio e la formazione (1) abbiano tutti dei disturbi di natura psicologica?
E tutti quei ragazzi che senza lasciare la scuola si trascinano stancamente nel proprio percorso di studi lasciando dietro di sé una scia di debiti formativi e anni ripetuti, senza raggiungere il livello di competenza atteso, che disturbo avrebbero esattamente?

Perché il Teen Coaching funziona?

Il Coaching è un percorso che facilita lo sviluppo delle risorse di una persona, di quel complesso cioè di attitudini, capacità, punti di forza del carattere, valori e competenze, che ciascuno possiede, talvolta senza esserne pienamente consapevole.

“L’adolescenza è la tappa dell’informe che cerca la forma, del caos che cerca l’ordine, della speranza che cerca l’esperienza e dell’impossibile che cerca il possibile.”

Alessandro D’Avenia.

Spesso negli adolescenti c’è un problema di mancanza di significato e di senso dello studio in particolare e della vita in generale, che rende loro difficile porsi obiettivi e impegnarsi fattivamente per raggiungerli.
L’inquietudine indotta dalla mancata realizzazione delle proprie potenzialità viene frequentemente “anestetizzata” facendo ricorso a gratificazioni effimere e di piccolo valore: videogiochi, cellulari, uscite, “sballo”…

Il Coaching con gli adolescenti ha un impatto potente per 4 motivi principali:

    1. I ragazzi hanno già dentro di sé tutte le risorse e potenzialità per avviare la propria realizzazione come persona adulta ma non le conoscono e/o non sanno come utilizzarle. Il Coaching facilita la crescita in consapevolezza di ciò che i ragazzi hanno dentro di sé.
    2. Hanno bisogno – molto più degli adulti – di essere ascoltati con calma e in assenza di giudizio, di essere accolti in uno spazio e in un tempo che facilita la loro espressione. E questo avviene tipicamente all’interno della sessione di Coaching.
    3. In una fase della vita in cui il gruppo dei pari età diventa il loro riferimento primario relegando in sottofondo i genitori da cui sta iniziando un faticoso ma inevitabile distacco, permane negli adolescenti il bisogno di avere relazioni significative con altri adulti di riferimento quali docenti, istruttori sportivi… e un Coach può essere un adulto di riferimento.
    4. Non vogliono più che si dica loro cosa fare, quando farlo e come farlo, e manifestano con crescente insofferenza, talvolta ribellione, questo loro desiderio. Rimangono piacevomente sorpresi quando il Coach, manifestando autentica ed esplicita fiducia nelle.loro capacità, li stimola a trovare dentro di sé le risposte ai loro interrogativi.

In che senso il Teen Coaching funziona?

Il Teen Coaching ha una buona efficacia sia nei confronti dell’adolescente destinatario diretto dell’intervento del Coach che delle aspettative dei genitori che lo hanno richiesto.

1⃣ Nei confronti dell’ADOLESCENTE perché la maggiore consapevolezza delle proprie capacità e dei propri valori facilitano l’elaborazione di sogni per il futuro e di seguito la definizione di obiettivi concreti in linea con tali sogni. Non solo, il processo di Coaching stimola l’attribuzione di significato alle attività svolte al momento, in primis la scuola,e agevola l’adozione di comportamenti attivi volti al perseguimento dei propri sogni.

2⃣ Riguardo ai GENITORI perché – aldilà di quelle che possono essere le loro aspettative esplicite iniziali riguardo al figlio o alla figlia – il Teen Coaching, facilitando l’adolescente nel percorso di elaborazione e perseguimento di propri sogni e obiettivi, concilia anche le aspettative implicite che spesso sono legate proprio allo sviluppo della capacità dei figli di avere una propria progettualità, e un’adeguata motivazione per tradurla in azioni concrete.

Se vuoi approfondire alcuni punti espressi sopra contattami per un colloquio GRATUITO:

NOTA
(1) Dati Eurostat relativi al fenomento ELET – Early Leavers from Education and Training, disponibili a questo link.

Corso Adolescenza: istruzioni per l’uso

👉 Iscrizioni aperte fino al 9 settembre per l’edizione 2021 del corso ADOLESCENZA: ISTRUZIONI PER L’USO.

Spesso è complesso comunicare con i ragazzi durante la delicata fase dell’adolescenza. Occorre modificare l’atteggiamento finora tenuto ed iniziare ad instaurare un nuovo rapporto. Il corso si propone di fornire gli strumenti necessari per porsi “alla giusta distanza”, illustrare come accendere la motivazione e aiutare l’adolescente a diventare e realizzare se stesso.

Gli incontri sono rivolti a genitori, docenti e altri educatori.

MODULO 1: ADOLESCENTI DIGITALMENTE MODIFICATI – L’impatto del digitale
MODULO 2: COME RAGGIUNGERLI – atteggiamenti educativi per entrare in sintonia e comunicare con gli adolescenti
MODULO 3: COME MOTIVARLI – comportamenti genitoriali che predispongono allo sviluppo e al sostegno della motivazione


QUANDO
Sabato 6, 13 e 20 febbraio 2021, ore 15-17.00

DOVE
Sala Don Milani in via De Gasperi 63, Prato.


 ISCRIZIONE ONLINE al link http://bit.ly/adolescenza-istruzioni ENTRO IL 9 SETTEMBRE

Per informazioni e aiuto nell’iscrizione contattare gli organizzatori:

dr.ssa Teresa Zucchi 3486048552 zucchiteresa@gmail.com
FB Dr. Teresa Zucchi – Medico Psichiatra e Psicoterapeuta

Giulio Mazzetti 3387863727 giuliomazzetti.coach@gmail.com
FB Giulio Mazzetti Teen & Life Coach

(Corso attivato nell’ambito dei corsi di cultura generale organizzati dal Comune di Prato e dalla Biblioteca Lazzerini)

Corso sulle abitudini

Aperte le iscrizioni per il corso ABITUDINI: COME POTENZIARE LE BUONE ED ESTIRPARE LE CATTIVE

Il punto NON È non avere abitudini: queste sono il meccanismo naturale con cui il nostro cervello automatizza determinati comportamenti.

Allora cos’è realmente importante?

  1. Comprendere cosa sono e come funzionano le abitudini
  2. Riconoscere se le nostre abitudini sono funzionali al raggiungimento di ciò che desideriamo
  3. Eliminare le “cattive” abitudini che ci impediscono o rallentano nel conseguire i nostri obiettivi
  4. Implementare o potenziare le “buone” abitudini

Nei due incontri in programma saranno sviluppati questi punti fornendo spunti applicativi per la propria crescita personale e per supportare figli, allievi… in questo tipo di sviluppo.

QUANDO
Sabato 14 e sabato 21 novembre 20121 ore 15 – 16.30

DOVE
Sala Don Milani, via De Gasperi 63, Prato.

 ISCRIZIONE ONLINE al link http://bit.ly/abitudini2020  ENTRO IL 9 SETTEMBRE

ATTENZIONE: IL CORSO È A NUMERO CHIUSO, POSTI LIMITATI

Per informazioni e aiuto nell’iscrizione:

giuliomazzetti.coach@gmail.com
FB Giulio Mazzetti Teen & Life Coach
Cell 338 7863727 (anche Whatsapp / Telegram)

(Corso attivato nell’ambito dei corsi di cultura generale organizzati dal Comune di Prato e dalla Biblioteca Lazzerini)

Cellulare e vacanze… la forza dell’attrazione

📱☀  Il tempo lasciato libero dalla mancanza della scuola viene purtroppo frequentemente riempito dall’uso e abuso dello smartphone da parte di bambini e ragazzi con grande preoccupazione dei genitori i quali sperimentano generalmente l’inutilità dei proclami a utilizzarlo meno, metterlo da parte, ecc.

❗ Il vuoto richiede di essere riempito e per i ragazzi l’alternativa più semplice e immediatamente gratificante è “piegarsi” sul cellulare.
Occorre allora offrire alternative, declinate opportunamente secondo l’età, e supportarle con un forte impegno personale, ad esempio:
▪ facilitare l’invito a casa di amici, organizzando merende e giochi;
▪ permettere che esca di casa frequentemente pur regolando gli orari di rientro;
▪ usufruire di campi estivi, oratori, e simili;
▪ insegnare e giocare insieme a giochi in scatola, di carte…;
▪ nel fine settimana dare l’esempio organizzando piccole gite ed escursioni nella natura rigorosamente “mobile free“.

Come impostare bene il prossimo anno scolastico?

Per molti aspetti quello appena chiuso è stato un anno scolastico a metà.
Il rischio, dopo mesi di didattica a distanza più o meno efficace, è che i ragazzi 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗽𝗿𝗼𝗻𝘁𝗶 per ripartire in pieno a settembre.

❗️ Il tempo per pensarci è 𝗢𝗥𝗔: l’allenamento precede sempre la gara, per farsi trovare mentalmente pronti al momento del “via”.

☀️ “𝑀𝑎 𝑜𝑟𝑎 𝑒̀ 𝑡𝑒𝑚𝑝𝑜 𝑑𝑖 𝑣𝑎𝑐𝑎𝑛𝑧𝑒”
Anche, ma non può essere solo vacanza se vogliamo davvero evitare di ritrovarsi in autunno con i primi voti di nuovo in rosso e ricominciare con il consueto estenuante ciclo di arrabbiature, ripetizioni, punizioni inefficaci, ecc.

🆗 L’𝗮𝗹𝗹𝗲𝗻𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗹𝗲 è parte fondamentale di un percorso di 𝗖𝗼𝗮𝗰𝗵𝗶𝗻𝗴 con un adolescente.
La scoperta e valorizzazione delle attitudini, capacità, risorse e punti di forza del carattere permettono all’adolescente di dare un proprio significato al percorso scolastico, ponendosi nuovi obiettivi sfidanti.

👉 Per essere contattato/a e fissare un 𝗶𝗻𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗰𝗼𝗻𝗼𝘀𝗰𝗶𝘁𝗶𝘃𝗼 𝗚𝗥𝗔𝗧𝗨𝗜𝗧𝗢 – in presenza oppure online – compila il seguente modulo:

https://bit.ly/incontro_conoscitivo

Per altre informazioni contattami per email a giuliomazzetti.coach@gmail.com

 

 

Il Gioco di Ruolo come “palestra” di relazionalità

[Tempo di lettura 3,90 min]

Il contesto

I ragazzi della generazione iGen (i nati dal 1995 al 2012 secondo la definizione della psicologa Jean Twenge)  vivono una preponderanza di relazioni “tecnomediate”, relazioni umane che si realizzano cioè attraverso l’uso di strumenti digitali come smartphone e consolle di videogiochi connessi a Internet.

Le ridotte interazioni condotte di persona, faccia a faccia, stanno causando un deficit di capacità sociali nei ragazzi, con la conseguente difficoltà di creare e sviluppare relazioni personali autentiche e che tendano a durare nel tempo.
Non solo, la mancanza delle dimensioni non verbale e paraverbale della comunicazione digitale – cui si è tentato di ovviare con scarsi risultati mediante l’utilizzo delle “emoticons” – sta comportando in loro una marcata riduzione dell’empatia, cioè della capacità di porsi nella situazione dell’altro percependone pensieri, emozioni, stati d’animo.
Come risultato ultimo abbiamo ragazzi che fondamentalmente sono tanto più soli quanto più paradossalmente sono iperconnessi digitalmente.

Nonostante che l’uomo sia un essere relazionale, le abilità sociali non sono innate, devono essere riconosciute e imparate, ciò presuppone che ci sia qualcuno che aiuti in questo compito e le alleni.

Cosa fare

Per recuperare le fondamentali abilità sociali, una soluzione tuttora molto valida è quella di favorire nei ragazzi la pratica sportiva; il contatto personale con compagni di sport e con adulti nelle vesti di istruttori consente infatti di uscire dall’isolamento prodotto dal ritiro nella realtà digitale.
Sebbene valida come soluzione, lo sport non rappresenta però l’unica né la migliore soluzione. L’esasperazione dell’aspetto agonistico sin dalla pratica in età infantile rischia infatti di ridurre l’allenamento delle competenze relazionali basate sulla cooperazione anziché sulla competizione.

Un’altra soluzione, peraltro perfettamente compatibile con la pratica sportiva, è quella di introdurre i ragazzi nel mondo del Gioco di ruolo – di qui in avanti GdR – che è un’attività ludica in cui i partecipanti, guidati da un maestro del gioco o narratore, assumono il ruolo di personaggi in mondi e situazioni immaginarie secondo un sistema strutturato di regole che lascia però ampie libertà espressive personali.

Il GdR da tavolo è uno strumento efficace nella formazione dei ragazzi: opportunamente impiegato, è infatti capace di stimolare, educare e allenare gran parte delle Life Skills emotive (gestione delle emozioni, consapevolezza di sé, gestione dello stress), relazionali (empatia, comunicazione efficace, relazioni efficaci) e cognitive (risolvere i problemi, prendere decisioni, pensiero critico, pensiero creativo).

Life Skills: “gamma di abilità cognitive, emotive e relazionali di base, che consentono alle persone di operare con competenza sia sul piano individuale che su quello sociale […] abilità e capacità che ci permettono di acquisire un comportamento versatile e positivo, grazie al quale possiamo affrontare efficacemente le richieste e le sfide della vita quotidiana” (OMS. «WHO/MNH/PSF/93.7A.Rev.2». http://www.lifeskills.it (consultato il 18 settembre 2019)

Il GdR, mediante la simulazione (“penso e agisco come se fossi”), permette infatti

  • di sviluppare una capacità auto-riflessiva attraverso l’osservazione di sé dall’esterno;
  • di incrementare l’empatia attraverso l’immedesimazione nei personaggi interpretati dai compagni di gioco;
  • di riconoscere e gestire efficacemente le emozioni suscitate dalle vicende co-narrate dal maestro del gioco e dai singoli partecipanti.

Il GdR si presta inoltre particolarmente ad accompagnare i ragazzi più introversi alla scoperta e manifestazione del proprio potenziale umano perché, attraverso l’immedesimazione in un personaggio anche molto differente da sé, possono esprimersi più liberamente mettendo da parte la paura del giudizio altrui.

La compresenza fisica intorno a un tavolo per una durata di tempo non indifferente – una singola sessione di gioco dura almeno un paio di ore – consente inoltre di sviluppare una costante interazione fra i partecipanti al gioco soprattutto se il maestro del gioco avrà cura di limitare il proprio intervento alla narrazione degli avvenimenti, all’interpretazione dei personaggi non giocanti che interagiscono con quelli interpretati dai giocatori e alla conduzione ordinata dei combattimenti.
Questa interazione persistente fra i giocatori li conduce ad assumere nel tempo dei comportamenti comunicativi e relazionali efficienti che, una volta appresi, saranno facilmente trasferiti anche nelle relazioni personali fuori dal gioco.
Il tutto facilitato da un contesto di apprendimento ludico che massimizza l’efficacia dell’intervento.

Esperienza come laboratorio di crescita personale

Tutta questa serie di vantaggi mi ha portato negli ultimi tre anni a introdurre nelle attività formative dei Club Prato Boys e Polis che dirigo a Prato – rivolti rispettivamente a ragazzi di 9-14 anni e 15-18 anni –  dei laboratori ludici basati su un GdR: il Dungeons & Dragons 5° edizione.

Per massimizzarne l’efficacia formativa ho introdotto delle modifiche  alle regole tendenti

  1. a ridurre la complessità di gioco per diminuire alcuni aspetti “meccanici” privilegiando invece lo storytelling e quindi favorendo lo sviluppo di relazionalità attraverso la co-narrazione;
  2. a creare un’ambientazione a ridotto contenuto di magia per incrementare la verosimiglianza e quindi la trasferibilità nel mondo reale dei comportamenti e attitudini scoperte e sviluppate nel gioco.

L’esperienza fin qui condotta ha portato ad osservare nei ragazzi un miglioramento

  1. nelle abilità comunicative e relazionali funzionali a formare e stare insieme in un gruppo orientato alla cooperazione (ad esempio, motivazione a partecipare, attenzione alle attività comuni e non solo alle proprie, gestione ordinata dei conflitti, atteggiamento positivo verso gli altri, rispetto dello spazio/tempo degli altri…);
  2. nelle abilità idonee a perseguire un obiettivo come al gruppo (ad esempio, leadership, team building, riconoscimento delle differenti capacità, assegnazione di compiti, restituzione di feedback costruttivi…).

 

Per ulteriori informazioni riguardo a questa esperienza di laboratorio scrivimi alla mail giuliomazzetti.coach@gmail.com

Società digitale, uomo analogico?

Si sente ripetere spesso che viviamo in una “società digitale” e che le relative competenze digitali siano le abilità fondamentali da acquisire e sviluppare per la propria futura autorealizzazione.

😲 Come genitori la cosa ci impressiona e mette ansia: come aiutare i nostri bambini e ragazzi?
Allora è giusto tollerare che siano sempre attaccati a smartphone, tablet e videogiochi?
A scuola è conveniente che si sostituiscano i libri cartacei con supporti digitali?

Quando si parla di digitale bisogna tornare al significato originario del termine: digitale (dall’inglese digit, cifra) è una grandezza che varia a “salti” potendo assumere solo un numero finito di valori, di elementi.
Non a caso uno dei paradigmi della “società digitale” è quello di riuscire a ridurre semplicisticamente ogni informazione in un’alternativa binaria: si/no, bianco/nero, vero/falso, giusto/sbagliato, ricco/povero, forte/debole… Dalle contrapposizioni politiche alle dispute sui social networks, tutta la dialettica sembra essere impregnata degli effetti di questo riduzionismo.

📌 Ma la domanda chiave a cui dare risposta è questa: l’uomo è realmente “digitale” nella sua natura?

Difficile pensarlo quando si riflette sul fatto che siamo collocati nel fluire ininterrotto, uniforme del tempo. La nostra crescita personale, in tutte le dimensioni che ci riguardano (fisica, emozionale, razionale, relazionale, trascendente), è senza soluzione di continuità, può assumere nel tempo una serie pressoché infinita di caratterizzazioni e sfaccettature.

Siamo peraltro esseri prettamente sociali, relazionali, che originano da una relazione e che evolutivamente hanno sviluppato il bisogno, che è poi un valore, di relazioni interpersonali variamente articolate, al punto che laddove vengono a mancare si produce sofferenza. La relazione umana ha parimenti a che fare con un insieme sostanzialmente infinito di elementi, informazioni, interazioni che la rendono “analogica”.

✅ È lecito pertanto aspettarsi che la realizzazione futura dei nostri ragazzi possa essere in parte legata a buone conoscenze tecnologiche ma sicuramente e in misura maggiore, correlata al possesso di elevate, se non eccellenti, abilità sociali.

🎯 Queste sono primariamente le competenze che come genitori, docenti, allenatori sportivi… dobbiamo preoccuparci di “allenare”.

Smartphone Zombies… cosa fare?

I genitori riferiscono, nella grande maggioranza dei casi, che uno degli aspetti più critici nel rapporto con i propri figli preadolescenti e adolescenti è il tempo eccessivo che trascorrono al cellulare.

È possibile intervenire su questo punto?
Sì, ma non sarà facile né indolore.

PREREQUISITO: non possiamo chiedere loro di attenersi a delle norme di condotta che noi per primi non osserviamo.
Scorrendo i punti sottostanti allora chiediamoci: io come vivo questo aspetto?

1⃣ PREVENZIONE: uno smartphone NON È un regalo adeguato per bambini delle elementari. “Ma ce l’hanno tutti ormai” è la facile obiezione. E allora? La salute psicofisica non risponde a logiche maggioritarie ma a evidenze scientifiche: prima iniziano a utilizzare il cellulare più è facile sviluppare una vera e propria dipendenza.

2⃣ Lo smartphone non deve essere consultato come prima cosa la mattina. “Ma io lo uso come sveglia!”, ok compra una sveglietta vecchio stile, costa poco e risolve il problema. Lo smartphone tienilo in carica notturna in un’altra stanza.

3⃣ MAI, ma proprio MAI il cellulare a tavola. Non è la valigetta del presidente USA con i codici nucleari, lo puoi mettere da parte per i 30-60 minuti che trascorri pranzando o cenando. Non è solo questione di educazione: riduci la dipendenza e magari inizi a parlare con i commensali.

4⃣ Durante lo studio, o altre attività che richiedono attenzione, il cellulare va posto in modalità silenziosa, possibilmente in un’altra stanza oppure fuori della vista e non a portata di mano. Togliere lo smartphone dalla vista riduce lo sforzo necessario per resistere alla tentazione di utilizzarlo.
Conviene fissare in anticipo, a scadenza regolare ma non troppo ravvicinate, delle brevi pause (al massimo di 5′-10′) da utilizzare per bisogni fisiologici, e nel caso una veloce “sbirciatina” alle notifiche.

5⃣ Vietare non basta, occorre favorire delle ALTERNATIVE ricche di soddisfazione. Ad esempio, praticando uno sport il cellulare facilmente viene dimenticato. Lo smartphone permette agli adolescenti di comunicare fra loro, di sentirsi parte di una comunità; occorre pertanto agevolare le occasioni in cui possono incontrarsi di persona. Più stanno chiusi in casa maggiore sarà la necessità di connettersi digitalmente.
Togliere e basta non serve, occorre focalizzarsi su come far loro riempire in maniera alternativa con nuovi hobby e attività il tempo altrimenti dedicato agli strumenti digitali. E per questo occorre disponibilità a farli uscire favorendo la sperimentazione.

6⃣ In certi casi, perlomeno fino a una certa età, può essere di aiuto installare app che bloccano l’accesso alle altre applicazioni in determinati orari (ce ne sono tante disponibili anche in versione free, ad esempio Screen Time)

7⃣ Stabilire un orario congruo in cui “cala il sipario” serale. La visione di videoclip o serie TV sul cellulare prima di dormire non aiuta il riposo notturno. In casi drastici impostare il router della wifi per una disconnessione mirata all’orario prefissato.

Buon lavoro!